UIL FPL VENEZIA

NEWS GENERALI

La notizia ha lasciato tutti increduli.

E’ morto improvvisamente venerdì 23 ottobre, accasciandosi al suolo, sembra per un infarto. Alvise, 47 anni, lavorava come infermiere all’Ospedale di Jesolo, presso il Reparto di Medicina Fisica Riabilitativa ed era una persona educata, tranquilla e disponibile.

Aveva lavorato all’IRCSS San Camillo per moltissimi anni, dove aveva ricoperto il ruolo di delegato della UIL FPL per poi essere trasferito a Jesolo dal giugno 2019. Nel recente Direttivo Provinciale di fine maggio del quale faceva parte, aveva raccontato a tutti la sua esperienza vissuta in prima persona, poichè l’unità operativa della quale faceva parte era stata trasformata in reparto Covid.

Alla moglie Maddalena ed ai 2 figli ed a tutta la famiglia, vanno il nostro abbraccio e le nostre condoglianze.

Ciao Alvise, R.I.P.

 

“Efficienza e qualità si fanno insieme ai lavoratori”
Roma, 20 ottobre“I rinnovi contrattuali costituiscono la priorità, il punto di partenza per affrontare la nuova sfida per l’innovazione nella Pubblica Amministrazione. Per poter chiudere un rinnovo contrattuale degno di questo nome abbiamo avuto la pazienza di attendere l’ultimo anno del triennio ma le risorse che si intendono porre a disposizione per il 2021, ad integrazione delle precedenti, sono del tutto insufficienti”. Lo dichiarano in una nota Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, rispettivamente Segretari Generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uilpa.
“I lavoratori sono stanchi di aspettare, con l’ultimo rinnovo contrattuale non è ancora stato recuperato quel gap economico procurato da quasi dieci anni di blocco della contrattazione, non si può chiedere loro di essere i protagonisti della sfida per l’innovazione continuandoli a mortificare dal punto di vista salariale oltre che professionale, considerato anche che con i nuovi contratti vanno necessariamente affrontati i nodi che riguardano i percorsi di carriera, rimuovendo i vincoli che attualmente li impediscono. Lavoratrici e lavoratori che a mani nude hanno affrontato la pandemia e ai quali oggi non si danno risposte adeguate. Lo diciamo chiaramente: le risorse non bastano”.
“Urge, inoltre, premere l’acceleratore sulle assunzioni, gli uffici pubblici si stanno svuotando, l’età media aumenta progressivamente e altri 500.000 lavoratori sono prossimi all’uscita tra Quota 100 e pensionamenti dovuti all’età. Se non si immettono forze nuove a breve non sarà più possibile favorire il passaggio delle competenze disperdendo in tal modo un patrimonio di conoscenze di enorme valore. Inoltre, è improcrastinabile procedere alla stabilizzazione dei precari. Dopo che da anni questi ultimi assicurano il corretto funzionamento di interi settori della P.A. non è più tollerabile che non si provveda alla definizione della loro posizione”, proseguono i quattro sindacalisti.
“Il decreto ministeriale sul lavoro agile è irricevibile, non condividiamo nel modo più assoluto il contenuto. Il provvedimento adottato non da risposte ai lavoratori sullo smart working, da strapotere ai dirigenti su aspetti che oggi sono regolati dalla contrattazione, e non prevede che le misure siano adottate tramite accordi con il sindacato ma dovremmo affidarci alla bontà del dirigente che potrà attivare il confronto con i rappresentanti sindacali. Questo decreto ministeriale non risolve alcun problema relativo allo smart working, scarica sulla responsabilità e discrezionalità dei dirigenti le scelte e attacca il sindacato”, evidenziano Sorrentino, Petriccioli, Librandi e Turco.
“In assenza, ad oggi, di risposte adeguate Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uilpa proclamano lo stato di agitazione in tutti gli uffici e settori del Pubblico Impiego”, concludono i Segretari Generali.
Clicca qui per scaricare la lettera inviata al Ministro Dadone.

Ripresi lo scorso 19 ottobre gli incontri in ULSS 4, dove inizialmente siamo stati messi a conoscenza dello stato dell’arte della situazione pandemica.

E’ stato riaperto il reparto di Malattie Infettive Covid a Jesolo pronto ad ospitare fino a 22 pazienti in area NON critica, mentre al momento vengono ricoverati presso le Rianimazioni di Portogruaro e San Donà i casi gravi. L’Azienda si dice “pronta” a riaprire anche la Terapia Intensiva di Jesolo, ma il grosso problema resta la carenza di PERSONALE, perché com’è noto, ci sono molte difficoltà ad assumere soprattutto infermieri a causa dell’assenza di graduatorie di concorso.

“Siamo consapevoli che si navighi a vista e che si attendono le disposizioni della Regione – esordisce Francesco Menegazzi Segretario UIL FPL – e condividiamo che debbano essere date risposte a pazienti con altre patologie anche gravi evitando di sospendere le attività, tuttavia restiamo perplessi perché non capiamo come si intende implementare il personale con l’enorme difficoltà a reclutare il personale, in particolar modo infermieri, assistenti sanitari e tecnici di laboratorio.

L’attività dei tamponi dovrà essere invece implementata e ridefinita, abbiamo chiesto di dare le stesse opportunità a tutto il personale potenzialmente interessato, senza privilegiare particolari servizi, attraverso una comunicazione capillare che arrivi a tutti i coordinatori che dovranno divulgare le informazioni. Rispetto al recupero delle liste d’attesa previste dal DL agosto, abbiamo ribadito che il personale presti la propria attività SOLAMENTE su base volontaria, invitando l’Azienda a vigilare attentamente. Verrà definita a breve una convenzione dedicata al personale infermieristico per lavorare in libera professione presso alcune strutture per anziani, a 30€/ora, fatto salvo il rispetto dell’orario di lavoro prestato istituzionalmente.

Sulla situazione degli spogliatoi ci viene detto che si sta procedendo all’ampliamento dei locali a San Donà, mentre a Portogruaro si sta pensando di collocare dei box esterni collegati con un tunnel (lato risonanza o lato cucina), perché non ci sono spazi sufficienti all’interno dell’Ospedale.

A margine abbiamo ribadito la richiesta di riconoscimento del riposo compensativo.

“Forse non tutti hanno compreso la questione del riconoscimento del riposo compensativo in disapplicazione dell’art 86 comma 3 e 6 del CCNL 2016-2018. In sostanza al personale turnista – fa rilevare ancora Menegazzi – non viene riconosciuta l’indennità dovuta per la giornata di riposo e questo sta determinando un danno economico importante che stimiamo in diverse centinaia di euro per dipendente. E’ ora e tempo di sistemare le cose.”

Abbiamo anche ribadito la richiesta di rivedere l’accordo sulle progressioni economiche.

“L’accordo esistente sta creando iniquità insanabili – insiste Menegazzi – vi siete accorti che negli anni scorsi la percentuale dei passaggi nelle diverse graduatorie è stata fortemente disomogenea? Ovvero in qualche graduatoria è passato il 30% degli aventi diritto, e in altre anche meno del 10%? Era questo l’obiettivo di chi ha firmato l’accordo del 9 ottobre 2018 (clicca qui per scaricarlo)? Noi crediamo di no, e insistiamo nel chiederne la revisione e trovare una soluzione più equa.”

Ci auguriamo che, vista l’evidenza, sia l’obiettivo anche delle altre Organizzazioni Sindacali….

Presenti al tavolo anche Oreste Montagner e Marzia Brollo componenti UIL in Esecutivo RSU, oltre a Giovanna Zorzetto e Carla Castelletto della Segreteria Aziendale.

Vi invitiamo a scaricare e divulgare il volantino allegato che approfondisce nel dettaglio i diversi argomenti trattati, ed a visitare la pagina dedicatadel nostro sito  l’ASL 4 all’indirizzo https://www.uilfplvenezia.it/sanita-pubblica/ulss-4/.

ASL4 – 201019 Comunicato UIL 22-2020 trattativa

Il DL 14 Agosto 2020 n. 104 convertito in legge del 13 ottobre n. 126, in particolare l’art. 21-bis e 21-ter, ha inglobato l’art. 5 del DL 5 settembre 2020, n. 111, aggiungendo alcune disposizioni riguardanti il lavoro agile e il congedo straordinario per i genitori lavoratori durante il periodo di quarantena del figlio convivente minore di 14 anni per contatti da COVID-19.

In tal senso si conferma in modo inequivocabile che la prima forma di tutela consiste nella possibilità di effettuare il lavoro agile e che solo se incompatibile con l’attività lavorativa il dipendente, pubblico o privato, può richiedere i congedi Covid. La novità consiste nell’ampliamento di altri possibili luoghi di contatto previsti dall’art. 21-bis della nuova legge. Infatti, i genitori lavoratori dipendenti hanno la possibilità di svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile per la quarantena dei figli minori di 14 anni di età durante il corrispondente periodo disposto dal Dipartimento di Prevenzione ASL territorialmente competente a seguito di contatto verificatosi all’interno del plesso scolastico, nonché nell’ambito dello svolgimento di attività sportive di base, attività motoria in strutture quali palestre, piscine centri sportivi, circoli sportivi, sia pubblici che privati o all’interno di strutture regolarmente frequentate per seguire lezioni musicali e linguistiche.

Nell’ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, e comunque in alternativa, è possibile fruire di uno specifico congedo COVID-19 con un riconoscimento economico pari al 50% della retribuzione. Il periodo nel quale è possibile fruire del lavoro agile o del congedo è valido fino al 31 dicembre 2020, lasciando invariato l’obbligo di convivenza con il figlio per il quale si rende necessario la richiesta del lavoro agile o del congedo COVID-19 specifico.

Il congedo può essere richiesto per un solo genitore – per tutto il periodo di quarantena o per una parte della stessa – mentre la fruizione del congedo può essere alternata tra entrambi genitori in modo da prestare la dovuta assistenza al figlio in quarantena, fermo restando l’impossibilità di fruirne negli stessi giorni da entrambi i genitori.

Si ricorda che il congedo in questione non può essere utilizzato se uno dei due genitori conviventi:
– usufruisca del congedo parentale “classico” maternità o paternità per lo stesso figlio minore;
– sia disoccupato o non svolga alcuna attività lavorativa;
– sia beneficiario di strumenti a sostegno di reddito, NASpi o cassa integrazione;
– presti attività lavorativa in modalità agile;
– abbia un lavoro part-time e intermittente incompatibile durante le giornate di pausa contrattuale.

La presentazione della domanda del congedo per i lavoratori dipendenti privati deve essere presentata esclusivamente in via telematica attraverso il sito INPS, tramite PIN rilasciato dall’Istituto oppure SPID, CIE, CNS. In alternativa si può presentare domanda gratuitamente tramite Patronato ITAL. I dipendenti pubblici devono presentare domanda tramite le amministrazioni di appartenenza.

Altra novità introdotta dalla legge del 13 ottobre, n.126, appena approvata, disciplina all’art. 21-ter la possibilità del lavoro agile per i genitori con figli possessori di disabilità grave, questione su cui abbiamo già avviato una netta presa di posizione contraria, non certo per le finalità della disposizione specifica, che condividiamo pienamente, ma solo ed esclusivamente perché è tagliato fuori il mondo del pubblico impiego visto l’esplicito riferimento ai soli dipendenti privati. Per questo reputiamo fondamentale fornire la doverosa informazione al personale dipendente privato interessato, nell’intesa che saremo soddisfatti solo ed esclusivamente quando questo divario sarà eliminato. Comunque, l’articolo 21-ter dispone per i genitori lavoratori dipendenti privati che hanno un figlio in condizioni di disabilità grave riconosciuta ai sensi della L. 5 febbraio 1992, n. 104 art. 3 comma 3, la possibilità di svolgere lavoro agile fino al 30 giugno 2021, a condizione che l’attività lavorativa non richieda necessariamente la presenza fisica e che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore non lavoratore. L’attività potrà essere espletata anche in assenza degli accordi individuali.

Si conferma che per eventuali chiarimenti in merito, è sempre possibile contattare lo sportello ITAL della vostra provincia.

Scarica il volantino.

Focus Congedi

Dopo lunghi mesi di trattative sono stati sottoscritti nella giornata di oggi, 13 ottobre, due importanti accordi per il risultato raggiunto e per le prospettive che creano.

Il primo accordo riguarda un nuovo modello orario e riconosce la possibilità di estendere l’orario di lavoro fino a 34 ore settimanali, su base volontaria e su disponibilità di monte ore (allo stato attuale occorrerebbero ben più di 34 ore da fare a testa) e riconosce i famosi 500€ a tutte le Lavoratrici e i Lavoratori superando così quell’odioso discrimine tra collega e collega che è stato anche fonte di ricatto per raggiungere altri scopi come la flessibilità. Inoltre, Fondazione si impegna, qualora ci siano utili, di redistribuirli a tutto il personale previo accordo sindacale.

Il secondo accordo definisce nuove regole riguardanti la compensazione oraria e ribadisce il concetto che il datore di lavoro deve garantire le ore per il quale un dipendente viene assunto e il dipendente deve garantire le ore pattuite nel contratto individuale. Questo accordo prevede infatti che, nei limiti del possibile, tutte le ore di lavoro vengano effettuate contando sulla disponibilità e il coinvolgimento di tutti. Viene messa una pietra tombale sul passato e si riparte da zero dal 1 novembre 2020, da dove funzionerà un contatore che terrà conto delle ore in più e in meno e ogni sei mesi si andrà al saldo delle ore in positivo. A tutti sarà comunque sempre garantito l’intero stipendio e non verrà trattenuto il negativo che rimarrà come memoria nel contatore. Ogni 2 mesi ci sarà un controllo da parte di una commissione mista composta da soggetti nominati dal Sindacato e dall’Amministrazione. La durata è di un anno.

“Il primo ringraziamento – esordisce Piero Polova alle nostre delegate aziendali Morena Serra, Lidia Deppieri e Patrizia Barbiero, le Vostre delegate, che con il loro impegno e la loro tenacia sono riuscite a tenere la barra a dritta e impedire di siglare accordi non condivisi dalla base. Non possiamo dimenticarci di quando, lo scorso gennaio, venivamo tacciati di essere troppo rigidi perché non volevamo accettare soluzioni al ribasso, quando altri avevano firmato pur negando di averlo fatto. Dieci mesi di lotta tenace – prosegue Poloa volte silenziosa, a volte di denuncia pubblica per ricordare il lavoro l’impegno di queste Lavoratrici e Lavoratori esposti, tra l’altro, a tutti i pericoli generati dal coronavirus”.

Non sono mancati in questi mesi toni accesi negli incontri tenutisi anche in videoconferenza che a volte sono sfociati in attacchi personali, e siamo stati accusati di essere i soli responsabili di non far percepire i soldi dovuti ai Lavoratori. Niente di più falso!

“Come UIL – prosegue Polo abbiamo dimostrato che la dignità, il rispetto, la serietà e la coerenza non valgono 500€, ma molto, molto di più, e bisogna costruire accordi che mettano al centro chi lavora, chi si è esposto e si espone a tutti i rischi come le Lavoratrici e i Lavoratori che operano per l’assistenza tutelare domiciliare di Fondazione Venezia. Questo è stato ribadito dall’assemblea tenutasi pochi mesi fa, numerosa nonostante i boicottaggi e divieti e rappresentativa di iscritti e non iscritti al sindacato, che ha approvato i due accordi che altrimenti non avremmo potuto siglare. E un ringraziamento particolare lo devo a Morena Serra, che con il suo entusiasmo e caparbietà, ma anche con la sua trasparenza e la sua passione ci ha trascinato e convinto che non dovevamo mollare.”

Un grazie infine a tutti i nostri iscritti che hanno avuto fiducia e che spero continueranno a darla e, se permettete, un grazie alla UIL che ha saputo dare voce a voi attraverso i vostri delegati.

Entra nella pagina dedicata all’Assistenza Domiciliare Tutelare di Fondazione Venezia nel nostro sito.

Clicca qui per scaricare l’accordo sulla compensazione oraria.

Fondazione Venezia – 201013 Accordo su compensazione oraria

Clicca qui per scaricare l’accordo sul nuovo modello orario e il riconoscimento dell’una tantum.

Fondazione Venezia – 201013 Accordo su riconoscimento una tantum

 

 

Lo scorso 30 settembre abbiamo finalmente definito con la Direzione dell’ULSS le modalità di assegnazione delle risorse residue dell’Accordo Regionale del 28 aprile scorso, legato all’emergenza Covid-19.

Ricordiamo che con gli accordi precedenti di giugno e luglio che potete trovare qui sono stati definiti i criteri per l’assegnazione delle risorse al personale sanitario fino a una quota di
– 1200 € per coloro che hanno svolto assistenza diretta in modo più o meno continuo

– 720 € per coloro che hanno comunque collaborato attraverso l’attività di supporto

Come era prevedibile con l’applicazione dell’accordo in tempi così stretti ha determinato qualche errore, refuso e dimenticanza, e nel corso di questi mesi ci sono state diverse segnalazioni del personale, supportate anche da alcune nostre lettere, escluso dai premi o dalle indennità, che ci siamo fatti carico di rappresentare nelle trattative di queste settimane.

Già in passato avevamo dichiarato che il nostro obiettivo e impegno era quello di riuscire a dare comunque una quota a tutto il personale poiché riteniamo che tutti siano stati in qualche modo coinvolti nella gestione dell’emergenza che ancora viviamo e che non ha risparmiato nessuno, anche attraverso l’utilizzo di altri fondi regionali e aziendali che sappiamo essere disponibili.

Abbiamo pertanto chiuso l’intesa, che a breve divulgheremo con le consuete modalità che prevede somme economiche variabili ad un totale di 6394 dipendenti di tutte le categorie e profili. In oltre abbiamo ottenuto:

  • – l’integrazione di alcuni lavoratori nei progetti o la revisione di alcune situazioni con il riconoscimento di un premio di valore superiore
  • – un premio di 200 € a tutto il personale non coinvolto nei progetti già liquidati
  • – quote economiche al personale di supporto diretto per il periodo dell’emergenza Covid-19
  • – una quota economica per ulteriori progetti aziendali per attività aggiuntiva legata all’emergenza Covid-19

L’accordo è stato sottoscritto da tutte le sigle sindacali e dalla RSU e garantisce, con quote diverse, tutto il personale che ha dimostrato sul campo una formidabile disponibilità in qualsiasi situazione e in tutti i reparti/servizi e uffici durante il periodo di emergenza Covid-19.

Questo ulteriore accordo sarà applicato con la mensilità di ottobre.

In oltre abbiamo concordato di rincontrarci per definire l’utilizzo di eventuali residui che potranno essere erogati per riconoscere delle specifiche attività, definite dall’Azienda, prestate in orario aggiuntivo sempre legate all’emergenza Covid-19.

“Ci sembra una buona sintesi che riconosce l’attività prestata dal personale nella fase dell’emergenza Covid-19 – afferma Francesco Menegazzi Segretario Provinciale UIL FPL – assegnando quote diverse a seconda dell’impegno prestato, e sopratutto garantisce un riconoscimento economico in busta paga alla quasi totalità dei dipendenti che hanno dato il proprio contributo in questi mesi.”

Presenti al tavolo anche Stefano Boscolo e Roberto Crivellaro, rispettivamente componente Uil Fpl in esecutivo RSU e Responsabile aziendale Uil Fpl.

Abbiamo infine concordato con l’Azienda di riprendere gli incontri a cadenza settimanale per essere aggiornati sull’andamento dell’epidemia.

A breve pubblicheremo l’accordo completo.
Clicca qui per scaricare il volantino.

Premialita COVID

Comunicato Stampa

“Le dichiarazioni del Ministro della Funzione Pubblica in Parlamento nella giornata del 22 settembre u.s. in relazione all’audizione sulla priorità legate al “Recovery Fund”, vanno incontro alle richieste che da alcuni anni la UIL FPL ha rappresentato ai Governi che si sono succeduti negli ultimi anni” dichiara Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL.

“La consapevolezza che nella Pubblica Amministrazione non serva una nuova ed ennesima riforma organica, ma solo azioni mirate per rilanciare la grandi capacità di azione che tecnici, operatori, impiegati a vario titolo, hanno espletato in questi ultimi anni pur in presenza di blocchi assunzionali e mancati rinnovi del Contratto Collettivo (basi pensare al blocco quasi decennale dal 2010 dal 2018), è un punto di svolta che non possiamo non valutare positivamente” continua Librandi, che afferma “l’impegno concreto assunto verso il rafforzamento degli organici per tutte quelle figure tecnico- professionali in grado di rilanciare una Pubblica Amministrazione nei settori strategici della digitalizzazione e della tutela e valorizzazione del territorio, non deve comunque far dimenticare che il ricambio prospettato si concretizzi per tutte le figure professionali impegnate nelle politiche dei servizi erogati alla cittadinanza dai servizi socio-assistenziali, al rafforzamento degli organici delle polizie locali.”

“Parimenti-prosegue il Segretario- l’investimento nella formazione e nello sviluppo del lavoro agile seppur auspicati dal Ministro restano temi ancora fortemente deficitari nella pratica quotidiana di molte amministrazioni. Auspichiamo che presto possa iniziare un confronto serio su queste tematiche negli ambiti della contrattazione collettiva quadro e di settore.”

“Resta la grande incognita del rinnovo dei contratti collettivi per il triennio 2019-2021.Il Ministro ha parlato di valorizzazione dei lavoratori pubblici. Le risorse stanziate dal Governo continuano a essere insufficienti per il rinnovo di questo contratto. Il personale sanitario, le scuole di ogni ordine e grado e i servizi locali dei Comuni hanno assicurato la tenuta del sistema Paese in questi drammatici mesi e continuano a farlo. Ci attendiamo, dunque, che lo sforzo in atto, alla luce anche delle nuove e ulteriori sfide rappresentate dal Ministro in audizione, trovino, in occasione della presentazione della legge di bilancio 2021 i riconoscimenti economici e professionali che la UIL FPL ha rappresentato negli incontri svolti nei mesi scorsi con le Istituzioni.”

Clicca qui per scaricare il pdf.

Librandi UILFPL_Ora i soldi per rinnovo CCNL

Roma, 25 settembre – “La notizia della ratifica definitiva da parte di Aris ed Aiop del contratto della Sanità Privata, con il via libera alla sottoscrizione, è una notizia che sicuramente risponde allo sciopero nazionale del 16 settembre scorso. Avevamo già raggiunto l’intesa nel mese di giugno, questi mesi ulteriori nei quali è stato negato ai lavoratori il diritto al contratto rappresentano sicuramente una pagina non bella delle relazioni sindacali” dichiarano i segretari generali della Fp Cgil, Serena Sorrentino, della Cisl Fp, Maurizio Petriccioli, e della Uil Fpl, Michelangelo Librandi.
“Registriamo che gli organismi deliberanti delle associazioni datoriali, anche grazie alle ulteriori dichiarazioni di impegno del ministro della salute Roberto Speranza e all’attivazione delle Regioni per accelerare l’iter di approvazione delle delibere sulle risorse, sono arrivati alla positiva conclusione di questa vertenza lunga, inedita, complessa, nella quale le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata hanno dato una straordinaria prova di Dignità”.
“Le ragioni che hanno determinato lo stallo della ratifica risiedono nell’atteggiamento di una parte del sistema di imprese che guarda al profitto più che al valore del lavoro delle persone e dei servizi di cura”, dichiarano i segreterai generali, e proseguono: “Rinnoviamo quindi alle Istituzioni la richiesta di avviare a breve il confronto sulla revisione dei meccanismi di accreditamento”.
“Ora, fuori tempo massimo, aspettiamo la convocazione per la firma sul testo definitivo. Vigileremo sulla corretta applicazione di tutte le previsioni del nuovo CCNL, azienda per azienda. Troppi furbetti hanno remato contro sia alla firma di un contratto che arriva dopo 14 anni sia contro l’idea della parificazione di trattamento tra lavoratori della sanità pubblica e quelli che operano in strutture accreditate. Per il Sindacato è un giorno importante, ancor di più per le lavoratrici e lavoratori che sanno che Cgil, Cisl e Uil sono sempre stati al loro fianco e continueranno ad esserci”, concludono i segretari di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

Fonte UIL FPL Nazionale

CS_Aiop_Assemblea_Contratto_25 09 2020

Si è svolto il 16 settembre lo sciopero nazionale per il rinnovo del contratto della Sanità Privata dopo il voltafaccia di Aris e Aiop del luglio scorso  che non hanno voluto sottoscrivere la preintesa raggiunta al tavolo nazionale.

In Veneto la manifestazione si è tenuta fuori l’ingresso dell’Ospedale Sacro Cuore a Negrar nei pressi di Verona ed è stata molto partecipata con la presenza di circa 80 lavoratori provenienti dalla Provincia di Venezia che ringraziamo per la partecipazione.

Una rappresentanza delle sigle sindacali è stata ricevuta dal Direttore dell’Ospedale, il Dr. Piccinini, il quale si farà portavoce a livello Nazionale delle nostre istanze, essendo parte del Direttivo dell’Aris Nazionale.

Ora attendiamo notizie da Roma, augurandoci di chiudere questa scandalosa vertenza che non ha precedenti nella storia. Quattordici anni senza contratto sono un’eternità.

Clicca qui per vedere il servizio del TG3 Veneto
Clicca qui per vedere il servizio di Tele Verona

Clicca qui per vedere le foto della manifestazione.
Clicca qui per vedere il video della manifestazione.

Per ulteriori informazioni sulla tua struttura di riferimento clicca sulla pagina dedicata del nostro sito all’indirizzo https://www.uilfplvenezia.it/sanita-privata/

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NOI NON MOLLIAMO!!!

Si è svolto martedì 8 settembre un nuovo incontro con la Direzione dell’ULSS 4 per definire la modalità di distribuzione delle risorse di cui all’accordo Regionale del 28 aprile scorso, legato all’emergenza Covid.

Com’è noto, con il precedente accordo dello scorso 3 luglio, sono stati definiti i criteri per l’assegnazione delle risorse della fascia A fino a 1200 euro la cui liquidazione è avvenuta il mese di luglio, resta da assegnare il premio ai progetti di fascia B.

La proposta dell’azienda è abbastanza completa e prevede il riconoscimento della quota dei 600€ al personale coinvolto in attività progettuali di supporto durante la fase di emergenza da Covid 19 nel periodo 26 febbraio/31 maggio, nello specifico al personale individuato afferente:

– alle Direzioni Mediche, Professioni  Sanitarie, Servizio Protezione e Prevenzione, Medicina Preventiva e COT
– al Dipartimento di Prevenzione, Poliambulatori, Distretto, Farmacia
– alle Terapie Intensive di San Donà e Portogruaro
– al servizio di Radiologia e Laboratorio
– ai servizi/reparti che hanno prestato la propria attività in altri contesti lavorativi
– alla Squadra Trasporti di Jesolo
– al servizio di Autorimessa
– ai Servizi Tecnici e Amministrativi che hanno garantito attività di supporto (Controllo di Gestione, Risorse Umane, Provveditorato, Economato, Logistica, …)
– ai Coordinatori Sanitari coinvolti in modo significativo in attività di supporto organizzativo

Abbiamo concordato di riconoscere una maggiore della produttività di 200€ al restante personale coinvolto in attività di supporto in relazione al fatto che ha comunque collaborato alla gestione dell’emergenza a condizione che abbiano prestato almeno il 20% di presenza nel periodo di riferimento. Abbiamo comunque concordato di rincontrarci per definire l’utilizzo di eventuali residui.

“Ci sembra una buona sintesi che riconosce l’attività prestata dal personale in questa fase dell’emergenza – afferma Francesco Menegazzi Segretario Provinciale UIL FPL – assegnando quote diverse a seconda dell’impegno prestato. Resta da definire solo la modalità di rimborso delle spese sostenute di coloro che hanno lavorato in altra sede sottoforma di missione o altro istituto.”

ATTENZIONE

Il pagamento dei progetti Covid avverrà con la mensilità di ottobre. Con questo mese verrà invece liquidato il 50% delle ore effettuate in orario aggiuntivo, reso durante l’emergenza COVID – per coloro ai quali è stato avviato un progetto obiettivo – così come definito dall’accordo del 15 giugno scorso. Ricordiamo che l’altro 50% era stato liquidato come orario straordinario così come previsto dall’accordo regionale del 28 aprile u.s..

Presenti al tavolo anche Marzia Brollo ed Oreste Montagner, componenti UIL in esecutivo RSU.

A breve pubblicheremo l’accordo completo.
Clicca qui per scaricare il volantino.

ASL4 – 200908 Comunicato UIL 21-2020 premi covid