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ECCO LA DICHIARAZIONE DEL SEGRETARIO GENERALE LIBRANDI IN MERITO ALLA RIMOZIONE DELLO STRISCIONE “CENSURATO” DAL QUESTORE DI ROMA E RIMOSSO DALLA DIGOS

PS: lo striscione incriminato è già stato appeso fuori della sede UIL FPL Nazionale di Roma dove rimarrà per un mese, ed è a disposizione dei selfie per tutti gli iscritti.

Una ricostruzione irreale” così la definisce Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL “la versione fornita dal Questore non corrisponde ai fatti accaduti. Nessuno, tantomeno un Sindacato come il nostro, sta accusando gli agenti che hanno rimosso lo striscione, ma riteniamo grave e lesivo della libertà di pensiero e di critica al Governo sulle non-politiche portate avanti sul pubblico impiego”.

“Piuttosto che rispondere sullo striscione, con cui avremo modo, ci auguriamo, di discuterne con lo stesso Questore, ci aspettiamo risposte chiare per i lavoratori e le lavoratrici che erogano servizi pubblici: rinnovo dei contratti, investimenti in formazione, assunzioni straordinarie, sblocco del turn-over, proroga delle graduatorie dei concorsi, tagli agli sprechi e alle consulenze” – prosegue Librandi – ” e dopo la grande manifestazione di oggi ci aspettiamo una convocazione in tempi rapidi dal Ministro della Funzione Pubblica, Giulia Bongiorno e un cambio di passo del Governo.”

“Invitiamo i due Vice-Ministri, Salvini e Di Maio, nella nostra sede: oltre a farsi un selfie con lo striscione, che rimarrà appeso fuori per un mese, sarà l’occasione giusta di parlare di problemi reali del nostro Paese e dei nostri lavoratori”.

Scarica lo striscione.

Finalmente consegnate nel pomeriggio del 4 giugno, le 53 nuove auto di servizio destinate agli Operatori Socio Sanitari di assistenza domiciliare tutelare della Fondazione Venezia Servizi alla Persona per migliorare il servizio a favore delle persone anziane fragili e disabili assistite.

Si tratta di 53 Panda in GPL a basso impatto ambientale, che consentono di rendere autonomi ed efficaci i servizi di assistenza degli Operatori Socio Sanitari di Fondazione Venezia Servizi alla Persona nel territorio della terraferma del Comune di Venezia. Grazie a queste nuove macchine, il personale durante l’attività di assistenza domiciliare alle persone anziane e disabili non sarà più costretto a utilizzare il mezzo privato per spostarsi.

“Siamo soddisfatti di questo risultato – afferma Piero Polo della UIL FPL – era anni che con tenacia, anche attraverso il lavoro delle nostre delegate  Morena Serra, Lidia Deppieri e Patrizia Barbiero, ma il percorso per il riconoscimento della dignità del lavoro degli Operatori dell’Assistenza Domiciliare è appena iniziato e molta strada deve essere ancora percorsa. Non va mai dimenticato – aggiunge Polo – che queste operatrici hanno avuto una pesantissima decurtazione di stipendio nel passaggio da un ente all’altro e ancor oggi la situazione è problematica anche nelle strutture Residenza Giardino, Residenza San Giobbe e Residenza ex Turati”

Alla cerimonia sono intervenuti Simone Venturini assessore alla Coesione Sociale del Comune di Venezia; Claudio Beltrame presidente di Fondazione, Luigi Polesel presidente di IRE, Laura Besio presidente dell’Antica Scuola dei Battuti e Don Fausto Bonini per la benedizione delle autovetture.

La Fondazione Venezia Servizi alla Persona è stata fondata nel 2014, il collegio dei fondatori è composto da due fondatori: IPAB “Antica Scuola dei Battuti” – Ente per la gestione di Servizi alla Persona – e IPAB “Istituzione di Ricovero e di Educazione” – IRE.

Si è tenuto il 5 giugno il consueto confronto con l’Azienda ULSS 3 sulle questioni in sospeso. Una trattativa difficile anche per l’evidente tensione che abbiamo percepito, che ha determinato un atteggiamento molto rigido da parte della  Dirigenza, forse infastidita dalle ultime nostre dichiarazioni apparse sulla stampa.

Ci viene dato conto del piano assunzioni previsto per cercare di garantire le FERIE ESTIVE al personale, che consiste nel reclutamento di 66 unità  a tempo determinato per 4 mesi tra infermieri, OSS, ostetriche e tecnici di laboratorio, già autorizzati dalla Regione, distribuite tra tutto il territorio, oltre all’accorpamento/riduzione di servizi e attività, come la pediatria dell’Ospedale di Venezia, l’Ortopedia di Dolo-Mirano e il Week Surgery di Chioggia.

Non  abbiamo sottoscritto la proposta di accordo per la proroga delle attuali GRADUATORIE DI MOBILITÀ poiché l’impegno che era stato di avviare le nuove procedure entro ottobre p.v..

Molto confusa invece l’illustrazione sui FONDI. “Non è accettabile – dice Francesco Menegazzi – che a distanza di 6 mesi non ci venga dato conto ancora della quota complessiva destinata al fondo fasce comprensiva anche degli eventuali residui derivanti dai cosiddetti verticali, e che ci venga proposto l’assegnazione di risorse finalizzate a progetti. Siamo tuttavia riusciti a modificare la proposta dell’azienda e garantire la quota di produttività anche per il 2018″. Il saldo dovrebbe essere liquidato come di consueto, entro ottobre.

E’ stato infine istituito un tavolo tecnico per discutere del Regolamento sulle fasce per l’anno 2019, sulla Produttività e Indennità art.86 (ex art.44).

Per la UIL erano presenti, oltre al Segretario Francesco Menegazzi, anche Stefano Padoan, Giuseppe Puglisi e Gianni Vido.

Queste e altre informazioni sulla nostra pagina del nostro sito appositamente dedicata.

Si è svolto nella mattinata odierna del 31 maggio l’incontro convocato d’urgenza dalla Direzione Ulss 3 su pressione di Cgil, Cisl e Uil Fpl sui problemi del Gruppo Operatorio dell’Ospedale dell’Angelo.

Per Marco Busato (Cgil), Tommaso Gaspari (Cisl) e Francesco Menegazzi (Uil)l’accordo raggiunto con la direzione è positivo perché finalmente vengono date delle risposte alle questioni poste in questi mesi emerse con forza nelle assemblee dei lavoratori. La Direzione – commentano i dirigenti sindacali – si è formalmente impegnata a garantire nell’immediato il turn-over di infermieri ed OSS. Inoltre Il testo siglato prevede l’attivazione di un monitoraggio quotidiano dall’inizio delle sedute operatorie per apportare eventuali correttivi; una verifica dell’appropriatezza sia delle chiamate in pronta disponibilità che delle aperture delle sale operatorie al sabato, una valutazione dell’organizzazione del lavoro rispetto alla gestione delle urgenze nei prefestivi e festivi”.

“Il monitoraggio è uno strumento necessario per le modifiche organizzative e per l’eventuale implementazione della dotazione organica. Si tratta di un accordo che viene incontro alle nostre richieste portate al tavolo su mandato dei lavoratori, i quali, con la loro tenacia e determinazione, hanno dimostrato come le proteste che partono dalla base non possono venire ignorate da chi dirige un’azienda. Senza questa vertenza e senza la minaccia delle plateali iniziative che avevamo previsto, siamo convinti che non si sarebbe ottenuto alcun risultato.

Verrà fatta una verifica entro settembre della situazione con un ulteriore confronto per valutare quali cambiamenti organizzativi dovranno essere messi in atto per migliorare il servizio che si vuole dar ai pazienti.

“Visto il risultato raggiunto sono sospese le iniziative previste per il prossimo 1° giugno, ma vigiliremo sul rispetto di quanto sottoscritto. L’accordo firmato sarà sottoposto alla verifica dell’assemblea di tutto il gruppo già convocata per il prossimo 5 giugno. Auspichiamo – concludono i sindacalisti – che questo accordo faccia da apripista ad un percorso di risposta alla carenza di personale che riguarda molti servizi dell’Ulss3″.

 

il volantino di CGIL CISL e UIL

l’accordo sottoscritto

2019_05_31 ACCORDO ASSETTO ORGANIZZATIVO BLOCCHI OPERATORI

 

Il 30 maggio, presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro, il comitato ha licenziato il documento allegato relativo alle Buone Prassi in materia di cooperazione e mutualistica. Sono state definite delle Linee Guida per prevenire profili di irregolarità o cattivo funzionamento della società cooperativa e salvaguardare il rispetto di leggi e contratti collettivi.

“In un momento in cui abbondano cooperative spurie o cooperative pirata – afferma Piero Polo della UIL FPL Venezia – era importante riportare l’attenzione sul mondo cooperativistico sottolineandone il valore. La cooperazione infatti se esercitata e gestita in modo corretto è fonte di arricchimento ideale. Le buone prassi – prosegue Polo –  riportano quindi a riflettere e ricordare quali sono le linee guida da seguire affinché questo mondo “produce” valori aggiunti nella nostra società e non siano società mascherate e finalizzate solo al profitto”.

UIL FPL Venezia

Scarica il documento.

2019 buone prassi cooperative

Il 29 maggio si è tenuto presso la Prefettura di Venezia, il tentativo di raffreddamento conseguente alla vertenza avviata dopo le Assemblee Unitarie svoltesi in contemporanea lo scorso 3 maggio. Alla vertenza ricordiamo, hanno partecipato TUTTE le Organizzazioni Sindacali del comparto e della Dirigenza esclusa la CISL.

L’incontro si è rivelato proficuo, sono state presentate le richieste dell’Intersindacale relative a:

  • un piano straordinario di assunzioni del personale della Dirigenza Medica, Veterinaria, Dirigenza sanitaria e PTA, del personale sanitario e tecnico del comparto per garantire standard di sicurezza e qualità delle cure ed assistenziali per i cittadini e per il personale;
  • il rispetto delle prerogative di legge e contrattuali in materia di orario di lavoro, di riposo e di ferie;
  • l’applicazione delle normative contrattuali in materia di integrazione di risorse aggiuntive regionali con esigibilità dello 0,8% sul MS 2007, sia per la Dirigenza che per il Comparto;
  • l’annullamento dei provvedimenti deliberativi che consentono di assumere personale medico in pensione;
  • la sottoscrizione di un protocollo d’Intesa sull’utilizzo delle risorse derivanti dai piani di razionalizzazione delle aziende sanitarie 2020-2022;
  • l’impegno di assunzioni extra-turnover per il 2019/2020 in relazione ai cessati in corso d’anno per quota 100;
  • la proroga dei contratti a termine in scadenza nel 2019 con piano di stabilizzazione.

Come Organizzazioni Sindacali visto l’impegno della regione sottoscritto nel verbale in allegato, è stato deciso di sospendere lo stato di agitazione, concordando con la Regione di:

  • avviare un tavolo di confronto regionale entro il 7 giugno;
  • definire un programma di incontri tematici a partire dalle richieste sindacali suesposte;
  • fornire dati e informazioni che fossero necessari al confronto.

Ringraziamo tutti i Lavoratori che con la loro partecipazione alle assemblee hanno sostenuto l’iniziativa CODICE ROSSO.
Siamo convinti che nessun risultato sarebbe stato raggiunto senza un’importante e forte mobilitazione su tutto il territorio, e riteniamo stucchevoli le dichiarazioni della CISL FP, grande e inspiegabile assente a questa iniziativa, che ritiene di essere stata, DA SOLA, l’artefice principale della ripresa del tavolo regionale.

Crediamo sia difficile essere protagonisti da assenti……

 

scarica il volantino scarica l’accordo

Leggi la news di VeneziaToday https://amp.veneziatoday.it/attualita/sanitari-sindacati-regione-prefettura-oggi-29-maggio.html?__twitter_impression=true&fbclid=IwAR0aNvWpuC17Y313ym_zlRqJLc_ySRk5Ad5KAWN9zAx3z3LDS84vpsV8RBA

 

Si sono svolte questa mattina le assemblee con il personale in contemporanea in tutta la Regione promosse dalla UIL FPL unitamente a CGIL FP e alle rappresentanze della Dirigenza Medica e SPTA. Grande assente, non a caso la CISL che ha preferito defilarsi dall’iniziativa.

“Una grande partecipazione nel territorio delľULSS 3 Serenissima – dichiara Francesco Menegazzi della Segreteria Provinciale – finalmente una importante presa di posizione UNITARIA e non corporativa contro la politica della Regione di tagli e di riduzione degli organici di tutte le professionalità. È assurdo infatti – prosegue il sindacalista – che per sostituire il personale cessato si debba ricorrere al perverso meccanismo della CRITE che obbliga le Aziende a prostrarsi in a Regione per ottenere la sostituzione. È un sistema che è stato messo in piedi solo per generare risparmio”.

“L’iniziativa che abbiamo avviato – gli fa eco Mario Ragno Segretario Generale UIL FPL – non ha precedenti e ci auguriamo che sia funzionale ad un radicale cambio di rotta nella politica delle assunzioni da parte della Regione”.

“Il nostro territorio – aggiunge Monica Catullo della Segreteria Aziendale – risulta particolarmente penalizzato anche dalla proposta prevista nelle nuove schede ospedaliere, soprattutto nell’area di Dolo e Mirano”.

“Ci auguriamo – prosegue Roberto Crivellaro della Segreteria Aziendale – che sia solo l’inizio di una nuova stagione per rivendicare il percorso ci ha visti impegnati già dall’anno scorso allo scopo di garantire adeguati organici per mantenere un’assistenza pubblica, adeguata e di eccellenza”

“Non possiamo non segnalare l’importante assenza della CISL all’iniziativa, forse preoccupata di dover tenere in equilibrio i rapporti con la Regione Veneto specialmente in questa fase pre-elettorale. È più efficace e strumentale – conclude Francesco Menegazzi – proporre raccolte di firme finalizzate ad incentivi economici, che rivendicare con forza l’adeguamento degli organici”.

In allegato il documento approvato all’unanimità in tutte le assemblee della provincia.

ORDINE DEL GIORNO FINALE 3 maggio 2019-assemblee-aziendali

Scarica il documento.

Clicca sul link http://www.veneziatoday.it/attualita/assemblee-sanitari-medici-ulss3-venerdi-3-maggio.html.

Chioggia

Chioggia

Chioggia

Dolo

Mestre

Mestre

Mestre

Mestre

INTERSINDACALE APRE LA VERTENZA SU ASSUNZIONI, POSTI LETTO E VALORIZZAZIONE PERSONALE

I sindacali della Dirigenza medica e sanitaria e del Comparto descrivono una situazione da codice rosso per la Sanità Pubblica Veneta e, nel denunciare la mancanza di un progetto di rilancio, chiedono impegni concreti per la carenza di personale: “Senza risposte chiare la mobilitazione generale degli operatori della sanità sarà inevitabile”.

“È una situazione da codice rosso. Non c’è un progetto chiaro di rilancio. Serve una svolta radicale per salvare il pilastro del nostro welfare, per invertire la rotta dopo anni di austerità e senza assunzioni, perché la Sanità pubblica è destinata all’estinzione e le promesse non bastano più. La carenza di personale sta determinando il taglio dei servizi e le esternalizzazioni di intere funzioni in molte Ulss del Veneto. Mancano almeno 1.300 medici e 3.000 infermieri, tecnici e oss. L’assenza di una vera programmazione sta determinando carichi di lavoro insostenibili e spesso la rinuncia delle ferie o l’impossibilità di fruire della malattia. Una situazione che si regge ormai solo e soltanto sulla dedizione e sulla professionalità dei lavoratori. La recente approvazione del Piano Socio Sanitario Veneto e la bozza di schede ospedaliere e territoriali in discussione in questi giorni non risolvono in alcun modo le gravi carenze del nostro sistema socio sanitario”.

È quanto denunciano in una nota le organizzazioni sindacali della Dirigenza medica e sanitaria e del Comparto ANAAO ASSOMED – Federazione CIMO-FESMED – AAROI-EMAC – FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) – FP CGIL Medici e Dirigenti SSN – FVM – UIL FPL Coordinamento nazionale delle aree contrattuali medica, veterinaria sanitaria – ANPO-ASCOTI-FIALS-MEDICI FP CGIL VENETO – UIL VENETO.

Va sottolineata l’incomprensibile assenza della CISL FP alla vertenza.

In particolare i sindacati sottolineano che:

– non vi sia un piano dei fabbisogni di personale che risponda ai bisogni di salute ed alla effettiva capacità di garantire le prestazioni Lea e la continuità assistenziale.
– non si rivede l’offerta socio sanitaria secondo una programmazione specifica ma si tagliano i posti letto e si ridimensiona l’offerta specialistica senza una chiara visione, in particolare nelle strutture periferiche.
– non vi è in alcun modo la costruzione della rete territoriale della presa in carico delle persone e non si attuano politiche concrete per decongestionare aree mediche e pronto soccorso ormai al collasso ed in prima linea a fronteggiare le crescenti richieste della cittadinanza.
– sia un provvedimento raffazzonato la scelta di ovviare alle carenze di personale richiamando in servizio i pensionati che non incideranno mai sulle reali necessità.
– sia sbagliato e incoerente rispetto all’affermazione di voler salvaguardare il “modello veneto” che nelle nuove schede ospedaliere vengano favorite le strutture private a scapito delle pubbliche.
– sia inaccettabile che si risolva il problema delle carenze di personale facendo accorpamenti e spostando i lavoratori tra diverse sedi afferenti alle Ulss senza garanzia di qualità e continuità dell’assistenza.

Da qui le richieste:

  1. Assunzioni subito e l’apertura di un confronto vero sul piano dei fabbisogni di personale per la Dirigenza Medica e Sanitaria ed il Comparto che riduca anche i tempi delle procedure.
  2. La conferma degli attuali posti letto e dell’offerta specialistica per aprire un confronto che salvaguardi la diffusione territoriale della Sanità veneta e che confermi l’attuale risposta di assistenza e cura in assenza di effettiva alternativa.
  3. Impegni concreti all’utilizzo di risorse regionali per valorizzare i professionisti della Sanità in attuazione delle norme contrattuali in materia di coordinamento regionale.Per queste ragioni i sindacati hanno annunciato assemblee unitarie in tutte le ULSS del Veneto il prossimo 3 maggio 2019 sottolineando che “senza risposte chiare e concrete la mobilitazione generale degli operatori della sanità sarà inevitabile”.

Nella nostra provincia le assemblee si terranno solo nel territorio dell’ULSS 3 presso tutte le sedi ospedaliere, ma la vertenza coinvolge anche l’ULSS4 del Veneto Orientale.

 

FP_CODICE ROSSO

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Assemblee ULSS3

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E’ questa la decisione assunta dai Lavoratori, rappresentati dai sindacati Fp Cgil, Uil Fpl, Csa Ral, Diccap e Cobas e dalla Rsu dopo l’assemblea di giovedì 18 aprile. Previsto anche il blocco dello straordinario.

«Lo sciopero sarà articolato a ore su più giornate di lavoro per dare continuità al percorso di protesta dei lavoratori che da troppo tempo aspettano risposte da questa amministrazione – fanno sapere Daniele Giordano della Funzione Pubblica Cgil, Mario Ragno della Uil Fpl, Sergio Berti di Csa Ral, Luca Lombardo del Diccap, Enrico Quieto del Cobas e Gianpiero Bulla Rsu -. Durante l’assemblea i lavoratori hanno evidenziato una situazione sempre più emergenziale dovuta alla carenza di personale. Dal 2016 il personale è calato di più del 20% e le prossime uscite dovute a pensionamenti e quota 100 appesantiranno ulteriormente il clima e i carichi di pratiche. Al Comune assumono solo e soltanto vigili e i servizi sono al collasso».

«Assunzioni, formazione, riduzione dello straordinario, e comunque pagamento dello stesso che non può, proprio per le carenze di personale, andare a recupero – sono le richieste, oltre a – definizione dell’indennità di condizioni di lavoro, revoca della responsabilità del procedimento in assenza di corrispondente qualifica e inquadramento». Interventi a garanzia della sicurezza del personale e dei servizi, oltre che alla «sorveglianza degli spazi adibiti alla celebrazione dei matrimoni, punti informativi, permanenti per le relazioni con utenza multietnica».

“L’amministrazione non ha mai affrontato in modo serio le richieste dando risposte e contribuendo a favorire un clima di lavoro positivo. Abbiamo assistito a nuove sedi che non cambiano la situazione difficilissima del servizio e le condizioni disastrose di lavoro del personale. L’amministrazione – concludono – non ci ha lasciato alternative se non quella di proclamare lo sciopero per difendere la dignità, la professionalità e i servizi che con dedizione e fatica stiamo erogando alla cittadinanza. Solleciteremo il prefetto – precisano i sindacati – e i rappresentanti istituzionali a intervenire a tutela del personale e di questi servizi essenziali».

Giovedì 18 aprile, la UIL Veneto è stata ascoltata in audizione in Quinta Commissione Regionale sulle schede ospedaliere.

«Dati alla mano – ha dichiarato il segretario confederale regionale Mario Ragno – risulta una consistente diminuzione dei posti letto totali (circa 400 in meno rispetto alla vecchia programmazione), che penalizza soprattutto le strutture pubbliche. In particolare  è l’area riabilitativa che viene “dirottata” verso le strutture private. La diminuzione dei posti letto nelle strutture intermedie porta inoltre al superamento della lunga degenza ospedaliera, scaricando sulle famiglie i costi dopo i primi 30 giorni. Il PSSR prevedeva una continuità ospedale-territorio, e le medicine di gruppo integrate, non riteniamo che questo sistema oggi sia stato applicato così come era stato progettato».

Pur ravvisando lati positivi, (quali ad esempio l’inserimento all’ interno degli ospedali Hub, dell’apicalità di Neuropsichiatria Infantile con posti letto dedicati, l’aumento dei posti letto nelle apicalità, l’armonizzazione dei posti letto dei presidi riabilitativi), il giudizio finale è che «la riorganizzazione messa in atto dalla Regione Veneto sia insufficiente a garantire la copertura dei bisogni socio-sanitari-assistenziali».

Per la UIL Veneto, «Non può esserci deospedalizzazione senza una efficace rete territoriale pubblica. Il processo di deospedalizzazione, se non è accompagnato da un corrispondente e contestuale rafforzamento dell’assistenza socio sanitaria nel territorio, determina, di fatto, un’impossibilità per i cittadini di beneficiare delle cure».

Nel documento consegnato ai componenti della Commissione, UIL Veneto ricorda che «per elevare tutti gli ospedali agli standard di qualità, la dotazione in linea con la precedente organizzazione non basta, è impensabile in un “sistema” che oggi sta scoppiando, pensare ad una riorganizzazione ad invarianza di spesa. Già ora mancano medici generici e specialisti, infermieri ed OSS, l’età media di questo personale è alta, la pensione a “Quota 100” provocherà falle enormi sulle dotazioni organiche, se non si provvederà con urgenza a bandire concorsi pubblici, il sistema collasserà con conseguenze pericolosissime, quali ad esempio la impossibilità di garantire i Lea».

In conclusione Uil Veneto ha chiesto alla Commissione: l’incremento degli investimenti, partendo da un piano assunzionale che permetta la piena applicazione dei Lea ed il ricambio generazionale; di rivedere e rivalutare le strutture declassificate; di rafforzare e riequilibrare nel territorio i posti letto; il rilancio del servizio pubblico; il potenziamento dei mezzi di soccorso soprattutto nei territori più difficili da raggiungere; il rafforzamento delle strutture territoriali; la garanzia di un servizio pubblico di trasporti adeguato ai bisogni; l’incremento dei medici di Medicina Generale, incentivando la copertura dei territori più disagiati; la copertura per le fasce più deboli della popolazione, delle spese totali e per la fascia media una riduzione significativa della compartecipazione alle spese, per la ex lungodegenza e terapie riabilitative; una totale ed efficace presa in carico nel territorio dei post acuti.

«Spendere in Sanità – ha concluso Ragnovuol dire investire per il futuro della nostra regione e del nostro Paese».

Fonte UIL Veneto.

Scarica il documento.

20190418 UIL Veneto – Audizione Quinta Commissione