Inaccettabili i ritardi nella liquidazione degli incentivi per le funzioni tecniche al personale dell’Ulss 3 Serenissima

Mentre in tutti gli enti pubblici si definiscono i nuovi regolamenti, in ULSS 3 ci sono Lavoratori che aspettano i soldi dal 2020

Venezia, 17 dicembre 2025 – Non è la prima volta che lo denunciamo e, francamente, siamo stanchi di doverlo ripetere come un disco rotto. Da anni FP CGIL e UIL FPL chiedono alle Aziende ULSS della provincia di Venezia la liquidazione degli incentivi per le funzioni tecniche, previsti dall’ex art. 113 del D.Lgs. 50/2016 al personale che ha lavorato presso gli Uffici Tecnici, Provveditorato e altri contesti. Le risposte ricevute finora sono state evasive, accompagnate da continui rinvii di mese in mese.

Una situazione che riteniamo semplicemente sconcertante e profondamente irrispettosa, non solo nei confronti delle Organizzazioni Sindacali, ma soprattutto verso i Lavoratori che da anni attendono il pagamento di somme già maturate e dovute.

All’ULSS 3 Serenissimala situazione è emblematica: al personale dell’Ufficio Tecnico gli incentivi risultano liquidati solo fino al 2023, mentre per il personale del Provveditorato e di altri servizi tecnici e amministrativi tutto è fermo addirittura al 2020. Quasi 6 anni di arretrati, senza alcuna certezza sui tempi e sulle modalità di liquidazione delle quote maturate negli anni successivi. Nei mesi scorsi il Direttore Generale si era personalmente impegnato ad accelerare le procedure per chiudere la partita entro l’anno. A oggi, però, è tutto fermo. Questo non è accettabile.

E non può reggere la giustificazione che i ritardi siano dovuti al Collegio Sindacale che eccepisce sulla correttezza dei conteggi e pretende ulteriori verifiche. La responsabilità è di chi governa i processi a tutti i livelli.

Fa ancora più rabbia constatare come, con sorprendente rapidità, nell’afoso agosto scorso l’Azienda abbia invece proceduto alla liquidazione degli incentivi legati ai progetti PNRR, peraltro senza alcuna preventiva informativa alle OO.SS. e senza la pubblicazione di specifici atti deliberativi sull’Albo Pretorio. Evidentemente, quando gli incentivi riguardano non solo il personale del Comparto ma anche numerosi Dirigenti, anche di servizi non direttamente afferenti al Provveditorato o all’Ufficio Tecnico, la macchina amministrativa funziona molto meglio.

«Siamo sconcertati: sei anni di arretrati sono tempi semplicemente inaccettabili – dichiarano Ivan BerniniSegretario Generale FP CGIL Venezia e Francesco Menegazzi Segretario Generale UIL FPL Venezia –. Comprendiamo le difficoltà nel definire i conteggi e nel garantire una distribuzione corretta ed equilibrata delle risorse, ma ora questa situazione deve essere chiusa definitivamente. L’impressione è che si voglia trascinare tutto fino a marzo, quando cambieranno i vertici delle ULSS e verranno nominati i nuovi Direttori Generali».

Ricordiamo che dal giugno 2023 è entrato in vigore il nuovo Codice degli Appalti, che ha modificato in modo significativo il quadro normativo, reincludendo tra i beneficiari anche il personale Dirigente precedentemente escluso. È quindi urgente definire, in entrambe le Aziende, un nuovo regolamento che recepisca le novità normative, come stanno facendo tutte le amministrazioni pubbliche: Comuni, Aziende sanitarie, Università.

«Come UIL FPL e FP CGIL Venezia – continuano i sindacalisti – denunciamo la totale assenza di trasparenza e di reale confronto su una materia delicata e di grande rilievo economico. Chiediamo inoltre chiarezza sulla quota attualmente accantonata, pari allo 0,4%, una percentuale palesemente non congrua rispetto a quanto previsto in altre Aziende sanitarie».

Qui non siamo di fronte a un problema tecnico, ma a una questione di rispetto: chi lavora deve essere pagato per quello che fa. Chiediamo quindi con forza che entrambe le Aziende definiscano immediatamente tempi certi e modalità chiare per la liquidazione di tutte le quote arretrate, mettendo fine a ulteriori rinvii e sanando una disparità che sta minando la fiducia dei Lavoratori e la credibilità delle Amministrazioni.

In assenza di risposte concrete e immediate, abbiamo già dato mandato ai nostri legali di predisporre formali diffide nei confronti delle Aziende coinvolte. Non escludiamo, se questa grave situazione dovesse ulteriormente protrarsi, il ricorso ad azioni giuridiche a tutela dei Lavoratori, per il pieno riconoscimento di diritti economici maturati e ingiustamente trattenuti per anni.