Chiusa la questione sulle progressioni orizzontali con l’accordo del 9 ottobre scorso che, RICORDIAMO, non abbiamo firmato insieme all’FSI, e psuedolegittimato dalla assemblee farsa delle scorse settimane, sono riprese lunedì 11 dicembre le trattative con l’Amministrazione dell’ULSS 4 dove si è discusso di corresponsione delle indennità di turno, incarichi di funzione, mensa e formazione.

“Sulle indennità abbiamo chiesto di ritornare alla precedente modalità – dice Francesco Menegazzi Segretario Provinciale – poiché il CCNL non vieta che possano essere applicate le condizioni di miglior favore, speriamo di definire tutto nel prossimo incontro. Così come ci auguriamo di chiudere anche l’applicazione del nuovo impianto sugli incarichi di funzione, anche se riteniamo sia necessario modificare alcuni aspetti del regolamento”

“Siamo riusciti ad apportare alcune modifiche sul regolamento della mensa – aggiunge Oreste Montagner, componente UIL in RSU – garantendone l’utilizzo anche al personale turnista che era stato inizialmente escluso”.

Presenti al tavolo all’incontro anche Giovanna Zorzetto e Carla Castelletto, delegate aziendali della UIL.

Clicca qui per scaricare il comunicato.

Comunicato UIL 10-2018 ULSS4

 

Ricordiamo che nelle prossime settimane sono in distribuzione l’agendina e il gadget di fine anno a tutti i nostri iscritti. Auguriamo a Voi tutti e alle Vostre famiglie i migliori auguri di buone festività e di uno splendido 2019.

 

 

Dopo circa 5 ore di trattativa, ma dopo ben 3 mesi di discussione, è stato siglato il 13 dicembre, l’accordo sulle progressioni orizzontali per l’anno 2018 e sugli incarichi di funzione che recepisce le norme introdotte dal nuovo contratto della sanità.

“Un ottima sintesi tra le proposte delle Organizzazioni Sindacali e le richieste dell’Amministrazione – afferma Francesco Menegazzi Segretario Provinciale UIL FPL – siamo riusciti a garantire sia il mantenimento delle quote di produttività, sicuramente per tutto il 2019 ma prevediamo anche nel 2020, garantendo risorse sufficienti per garantire il passaggio di fascia con decorrenza 1.1.2018 a moltissimi Lavoratori. Inoltre abbiamo già blindato una sostanziosa quota anche per il 2019″.

“Abbiamo anche dato concrete risposte al personale che ricopre incarichi di coordinamento – aggiunge Luca Favaretto della Segreteria Aziendale presente al tavolo – incrementando il fondo nel 2019, dobbiamo ancora limare alcune piccole difformità sul regolamento applicativo che verrà discusso nel prossimo incontro. Riteniamo comunque che non si debbano mettere a bando le attuali posizioni dei coordinatori, ma garantire continuità con il lavoro finora svolto”. 

“Tutto questo – aggiungono Marco Scianna e Monica Catullo componenti dell’Esecutivo RSU per la UIL FPL – non inficia minimamente la vertenza che abbiamo avviato sul problema degli organici nelle settimane scorse, a breve unitamente a tutte le altre sigle sindacali, proclameremo lo stato di agitazione del personale e decideremo le iniziative conseguenti.”

Nei prossimi giorni divulgheremo un comunicato UNITARIO con CGIL, CISL, FSI e Nursing Up dove sintetizzeremo i punti essenziali dell’intesa.

Questa volta la situazione rischia di diventare davvero esplosiva. Dopo 14 ore di trattativa, alle ore 7.15 del mattino, si è interrotto il confronto con l’Amministrazione Comunale di Venezia sul Contratto Decentrato, per l’ottusità e i continui dietrofront dei Rappresentanti del Comune.

“E’ indecente la presa in giro che continua da mesi – afferma Mario Ragno – abbiamo cercato in mille modi di definire le importanti questioni in sospeso, che vanno dalla mobilità interna, il sistema di valutazione e l’equa distribuzione delle risorse”

“Abbiamo l’impressione che i Rappresentanti del Comune designati da sindaco Brugnaro, non abbiano mandato per definire le questioni sul tavolo, ci sentiamo offesi e presi in giro, non escludiamo azioni di protesta più eloquenti e decise se non si troverà una soluzione in tempi brevissimi”

Al tavolo presenti per la UIL anche Laura Chimisso, Michele Saya e Roberta Berton oltre a Gianpiero Bulla coordinatore RSU.

Per scaricare il comunicato unitario clicca qui.

venezia – rottura trattative

L´emendamento che prevede per le lavoratrici di lavorare fino al parto rappresenta un passo indietro sostanziale rispetto alla tutela dei diritti delle donne e per questo va immediatamente modificato. L´obbligo di astensione dal lavoro prima del parto rappresenta un presidio importante per la tutela della salute della neo madre e del nascituro che in questo nuovo quadro normativo viene fortemente compromessa. Come sempre, a subire le conseguenze più dure di questi cambiamenti saranno le lavoratrici più deboli, perché meno tutelate e spesso in condizioni lavorative precarie. Parimenti, la UIL da tempo sta sollecitando una radicale riforma del congedo di paternità, cinque giorni sono pochi. E’ necessario che il nostro paese si uniformi agli orientamenti europei, il congedo va esteso almeno a dieci giorni obbligatori e retribuiti.

COMUNICATO DELLA SEGRETERIA NAZIONALE

Nell’ incontro del 23 novembre scoro relativo alla trattativa del CCNL della Cooperazione Sociale ci siamo confrontati con le Centrali della Cooperazione sul Titolo VI del Contratto: precisamente sulla “Classificazione del Personale”, in particolare sull’art. 47 relativo all’inquadramento del personale.

La commissione tecnica all’uopo costituita, ha fatto pervenire al tavolo politico proposta di nuove figure professionali alla luce anche di nuovi servizi e nuove professionalità che abbiamo analizzato e collocati nelle categorie, si è proceduto altresì a rivisitare i profili vigenti per meglio collocarli nelle aree/categorie.

In calendario sono previsti ulteriori incontri prima di arrivare alle Festività Natalizie, il 13 Dicembre si porterà a termine il lavoro dell’articolo 47 mentre per il 14 Dicembre 2018 si affronterà il Premio Territoriale di Risultato ( PTR). 

Tuttavia per ultimare la parte normativa mancano da definire istituti contrattuali, quali l’art. 7 (Durata e decorrenza), l’art.37 (cambio di gestione), l’art. 85 (Abiti da Lavoro e Tempo di vestizione) e la Banca Ore e per finire la parte economica, istituti contrattuali questi che fanno pensare ad uno slittamento del rinnovo alla primavera del prossimo 2019.

Alla luce di quanto sopra, mancano i presupposti per procedere ad una NO STOP che avevamo precedentemente programmato per il 19/20 Dicembre 2018 che secondo noi a queste condizioni non produrrà alcuno effetto per chiudere un Contratto che mai è stato così lungo nelle trattative, la stessa verrà posticipata a Gennaio/Febbraio 2019 onde evitare di andare a stipulare un contratto ormai in scadenza.

Sarà nostra cura aggiornarvi costantemente sull’andamento della trattativa.

«La Regione approvi la legge di riforma sugli Ipab e non privilegi le strutture private».

È il messaggio lanciato da Uil Veneto durante il presidio di mercoledì mattina a Piazzale Roma.

 

Prosegue la trattativa sul decentrato 2018 – 2020 sulla parte normativa ed economico per il 2019.

Nell’incontro del 26 novembre si è fatta …. notte. Umilianti e scandalose le proposte del Comune che, rispetto al fondo 2018, prevede una riduzione nel 2019 di quasi 200 mila euro.

“E’ assolutamente vergognoso! – dichiara Mario RagnoAbbiamo chiesto la riduzione delle risorse per le Posizioni Organizzative e le UOC del 20% pari 720 mila euro da usare per la produttività e i progetti, la risposta è che sono disponibili a ridurre solo del 2% pari a 60 mila euro.”

“Non accettiamo offese e proposte umilianti per i lavoratori! – aggiunge Michele SayaSiamo determinati, vediamo se trovano anche sta volta una stampella (in qualche altro sindacato ndr). In questi mesi, ormai più di un anno li abbiamo tenuti inchiodati al tavolo e non molliamo.”

“Gli abbiamo dato tempo fino al 11 dicembre – prosegue Gianpiero Bulla coordinatore RSU – per presentare una nuova proposta credibile al tavolo, ma se continuano così sarà mobilitazione generale.”

Caro sindaco le elezioni si avvicinano….

Presenti al tavolo per la UIL anche Roberta Berton e Laura Chimisso.

IN RICORDO DI MANUELA BAILO

Secondo fonti del Ministero dell’Interno, tra l’agosto 2017 e il luglio 2018 le donne sono state vittime del 37,6% dei 319 omicidi volontari commessi in Italia ed, in particolare, del 68,7% dei 134 omicidi in ambito familiare/affettivo. Sempre con riferimento agli omicidi in ambito familiare/affettivo, le donne sono vittime dell’89,6% degli omicidi commessi dal partner, dell’85,7% di quelli commessi dall’ex partner e del 58,6% di quelli commessi da un altro familiare.

Nell’ultimo anno le denunce per stalking sono state 6.437 (contro le 8.732 dell’anno precedente) ed è calata del 26,3% la percentuale delle donne che le hanno presentate; in aumento invece del 20,7% gli ammonimenti del questore (dai 940 del 2017 ai 1.135 del 2018, con un +17,9% di quelli per violenza domestica) e del 33,1% gli allontanamenti (dai 160 del 2017 ai 213 del 2018).

Questi dati crudi ci dicono che se, nell’ultimo anno preso in considerazione (dal 1° agosto 2017 al 31 luglio 2018), in generale, gli omicidi sono in diminuzione, sono in aumento quelli provocati da partner, familiari o ex partner. Sul totale degli omicidi, più di un terzo riguarda le donne. Numeri che peggiorano in ambito familiare, dove più di due terzi delle vittime sono donne.

Anche il mondo sindacale è stato scosso da un femminicidio in cui sia la vittima che il carnefice facevano parte di questa realtà, per cui davvero nessuno e niente può dirsi immune.

Al tema della violenza fisica, verbale, psicologica, si intreccia strettamente anche quello della violenza economica, in un paese in cui le disuguaglianze tra uomini e donne nel mercato del lavoro è più alta che nel resto d’Europa, sia in relazione alla percentuale di occupazione (-20%), sia in termini di retribuzione (- 23%). A queste si assomma l’incidenza dei congedi parentali di cui usufruiscono le donne nell’80% del totale (dati INPS), per cui tutto concorre a penalizzare le donne in termini di carriera e di reddito.

Ma la violenza viene perpetrata anche fisicamente nel mondo del lavoro, attraverso ricatti sessuali e molestie: l’ISTAT ha calcolato che sono 8 milioni 816mila (43,6%) le donne fra i 14 e i 65 anni che nel corso della vita hanno subito qualche forma di molestia sessuale e si stima che siano 3 milioni 118mila le donne (15,4%) che le hanno subite negli ultimi tre anni.

Il nuovo contratto nazionale siglato lo scorso 22 maggio per le categorie che rappresento ha introdotto alcune importanti novità sia per quanto attiene i licenziamenti per molestie sessuali, prevedendo il licenziamento del dipendente pubblico che è recidivo nell’attuare comportamenti o molestie a carattere sessuale nell’arco di due anni (o quando l’atto, il comportamento o la molestia risulti particolarmente grave) sia avuto riguardo alle dipendenti pubbliche che sono inserite nei percorsi di protezione, vittime di violenza di genere, che hanno diritto ad astenersi dal lavoro per un periodo massimo di congedo di tre mesi (90 giorni) da fruire nell’arco temporale di tre anni, decorrenti dalla data di inizio del percorso di protezione certificato. Queste dipendenti hanno diritto alla trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a parziale e possono presentare domanda di trasferimento ad altra amministrazione pubblica in un comune diverso da quello di residenza Il trattamento economico spettante alla lavoratrice è quello previsto per il congedo di maternità, è computato ai fini dell’anzianità di servizio a tutti gli effetti, non riduce le ferie ed è utile ai fini della tredicesima mensilità. Il rapporto a tempo parziale è nuovamente trasformato in rapporto di lavoro a tempo pieno, a richiesta della lavoratrice.

Ma molto c’è ancora da fare, soprattutto a livello culturale, per combattere ed abbattere stereotipi e pregiudizi, non solo nel mondo lavorativo.

Caterina Grisanzio

Coordinatrice nazionale Pari opportunità e politiche di genere UIL FPL

25 NOVEMBRE 2018 RICORDO DI MANUELA POSTO OCCUPATO

Lo scorso 19 novembre sono stati sottoscritti due importanti Accordi Aziendali presso il Collegio Antoniano MEFMC
“Casa Padre Kolbe” di Pedavena che applicano il contratto UNEBA.

Tali accordi riguardano il premio di risultato e il l’istituzione del Welfare Aziendale. Riteniamo rivestano particolare importanza in un momento difficile per il mondo del terzo settore visti i ritardi nel rinnovo contrattuale.

Accordo Padre Kolbe

 

Per scaricare l’accordo clicca qui.