UIL FPL VENEZIA

Francesco Menegazzi

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Quest’anno ricorre il centenario dall’istituzione della Giornata Internazionale dell’Operaia, la cui denominazione cambiò poi in Giornata Internazionale della Donna.

La giornata internazionale della donna, definita comunemente Festa della Donna o Giornata della Donna, si celebra l’8 marzo per ricordare tutte le conquiste delle donne in campo economico, politico e sociale, ma anche le discriminazioni e le violenze cui le donne sono state sottoposte in passato e, in alcune parti del mondo, ancora sono sottoposte.

L’8 marzo ha, quindi, un significato ben diverso da quello che il consumismo moderno ha voluto imprimergli, e che oggi in piena pandemia non ha ragione di essere: i festeggiamenti, il regalare mimosa o fiori alle donne, cene fuori tra donne.

Ma serve una giornata per sentirsi donne o per ricordare di esserlo? Serve una giornata per festeggiare l’essere donna? L’8 marzo non è un giorno di festa, ma una celebrazione per le donne che riuscirono ad ottenere tutti i diritti che noi donne moderne di oggi diamo per scontati: diritto di voto, uguaglianza sul lavoro, parità tra i sessi, tutte cose ottenute grazie alle lotte di grandi donne del passato.

Per molti anni l’origine della “Festa della Donna”, è stata ricondotta a una tragedia avvenuta nel 1908 nell’industria tessile Cotton di New York dove, durante un incendio, persero la vita le operaie. Questo incendio è stato però confuso con un altro avvenuto, sempre a New York, il 25 marzo 1911 e che colpì la fabbrica Triangle. Fu il più grave incidente industriale della storia della città e causò la morte di 146 persone (123 donne e 23 uomini).

Questa giornata celebrativa nacque negli Stati uniti, come “Woman’s Day”, il 3 maggio 1908, quando a una delle conferenze del partito socialista di Chicago, alle quali erano invitate a partecipare anche le donne, in mancanza dell’oratore ufficiale prese la parola la socialista Corinne Brown, che era una ferma sostenitrice dei diritti delle donne e della la loro emancipazione e durante il suo intervento affrontò la questione dello sfruttamento da parte dei datori di lavoro nei confronti delle operaie che ricevevano un salario bassissimo e avevano un orario di lavoro quasi intollerabile. Sempre nella stessa giornata venne affrontato anche il discorso delle discriminazioni sessuali nei confronti della donna e dell’estensione del diritto di voto alle donne.

La prima giornata della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909 negli Stati Uniti. La vera svolta per la Giornata della donna si ebbe però nel 1910: alla Conferenza Internazionale delle Donne Socialiste, che si svolse a Copenaghen, si decise di istituire in tutto il mondo una giornata che fosse dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne, a ricordo del lungo sciopero di 20.000 operaie di New York durato tre mesi, dal novembre 1908 al febbraio 1909.

La celebrazione della Giornata della Donna fu interrotta durante la Prima Guerra Mondiale, ma l’8 marzo 1917 a San Pietroburgo le donne si unirono e si resero protagoniste di una grande manifestazione per reclamare la fine della guerra, chiedendo pane per i figli e il ritorno degli uomini dal fronte. E’ la prima di una serie di proteste che porterà alla fine dello zarismo.

Per questo motivo, nel 1921, la Seconda Internazionale delle Donne Comuniste fissò come data celebrativa per la Giornata della Donna l’8 marzo.

In Italia per la prima volta la Giornata della Donna fu celebrata il 22 marzo 1922. L’8 marzo 1946 in tutta Italia si festeggiò la Festa della Donna e venne scelta per la prima volta la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, come simbolo della ricorrenza. L’8 marzo 1972 a Roma in Piazza di Campo de’ Fiori si svolse la Manifestazione della Festa della Donna, durante la quale le donne chiesero, tra le varie cose, anche la legalizzazione dell’aborto. Da tale data si fa risalire la nascita di un vero e proprio movimento femminista italiano.

Da celebrazione a festa…

Malgrado siano trascorsi ormai 100 anni dall’istituzione dell’ 8 marzo quale Giornata Internazionale dell’Operaia, quello che era nato come un giorno che serviva a celebrare i DIRITTI DELLE DONNE, a innalzare il loro ruolo nella storia e nella politica dell’epoca, quello che era un giorno per celebrare il coraggio e la determinazione delle donne, è ora un giorno che è stato completamente diverso e oggi più che mai il tema dei diritti delle donne richiede nuove attenzioni e visibilità, perché sono ancora troppe le discriminazioni e le violenze di cui sono oggetto, in molte parti del mondo.

Tante le promesse e proclami di cambiamento, eppure sono sotto gli occhi di tutti la discriminazione salariale di genere tra uomini e donne, la mancanza di misure a sostegno della famiglia (per esempio gli asili nido e orari flessibili) che spesso costringono la donna a scegliere fra la propria carriera lavorativa e la famiglia e, contestualmente, la difficoltà ad accedere a forme di lavoro diverse quali il part time. E’ sufficiente vedere come, in questo periodo, vengano lesinate le forme di aiuto e supporto alle donne che in tempo di pandemia, con le scuole chiuse non hanno diritto a sufficienti ristori/congedi per potersi occupare dei figli e del lavoro di cura per i disabili. Inoltre il Dossier Inail 2021, appena pubblicato, evidenzia che il 70% dei contagiati dal virus Covid-19 sui luoghi di lavoro sono donne lavoratrici.

Siamo abituati e abituate al preconcetto di “sacrificio” per le donne ma la Uil ritiene doveroso porre e perché no, richiedere a chi ci Governa, da chi amministra le Aziende, siano esse pubbliche o private, più attenzione alla Salute e alla Sicurezza sul Lavoro. Le donne in particolare poi, non debbono e non possono scontare,….., la scarsa vigilanza nell’applicazione dei protocolli contro la diffusione del virus e dell’insufficienza nella valutazione dei rischi psicosociali sempre più in agguato in questo periodo così complicato per il mondo del lavoro”

Ivana Veronese, Segretaria Conf. Uil

Per quanto riguarda il nostro settore, le donne impiegate nella Pubblica Amministrazione rappresentano più della metà del personale: da qui, dunque, è bene cominciare a lavorare per valorizzare la presenza femminile, favorire la carriera delle donne in posizioni apicali e sostenere politiche organizzative tese alla conciliazione tra i tempi di vita e di lavoro. La dissonanza tra la presenza delle donne nel pubblico impiego e il limitato avanzamento professionale è anche una questione di democrazia: un gap che dobbiamo mirare a colmare, per garantire una maggiore efficienza e un migliore funzionamento della macchina pubblica, anche in attuazione dei principi costituzionali.

Ultimo, ma non meno importante, l’8 marzo è una giornata che sottintende a una “Festa”, ma oltre alla discriminazione non cessa neppure la violenza fisica e psicologica sulle donne, anzi continua quasi in forma di strage.

L’8 marzopiù che mai, va ricordato che le Donne vanno rispettate QUALI PERSONE – oltreché madri, sorelle, figlie, mogli, compagne, amiche – ogni giorno dell’anno, indistintamente.

Questo è un insegnamento di cui devono farsi carico tutti e tutte le Istituzioni, la Famiglia, la Scuola ed ogni singola Persona, perché al rispetto reciproco bisogna educare i bambini fin da piccoli.

Monica Catullo
Responsabile Regionale Coordinamento Pari Opportunit
UIL FPL Veneto

Venezia, 26 febbraio 2021 – Si è svolta questa mattina la cerimonia di nomina dei Direttori Generali del Veneto, prorogati per necessità legate all’emergenza Covid di 2 mesi, che resteranno in carica per il triennio 2021-2023.

Nel territorio della nostra provincia sono stati nominati il Dr. Edgardo Contato e il Dr. Mauro Filippi.

Il Dr. Edgardo Contato è nato nel 1958, è un medico specializzato in Igiene e Medicina Preventiva. Ha lavorato presso numerose Aziende del Veneto, quindi presso l’ASL di Ferrara, dove ha svolto, tra le altre il ruolo di Direttore di Distretto, di Direttore Sanitario e facente funzione di Direttore Generale. L’ultimo incarico lo ha svolto come Direttore Sanitario presso l’ASL 5 Polesana.
Il Dr. Mauro Filippi invece, è persona molto conosciuta in questo territorio perché ha sempre lavorato nella nostra provincia. E’ il primo laureato in Scienze Infermieristiche nominato Direttore Generale in un’ASL del Veneto (secondo in Italia), già Direttore dei Servizi Socio Sanitari della stessa azienda dove ha svolto anche il ruolo di Dirigente delle Professioni Sanitarie. Ha cominciato la sua carriera lavorando all’Ospedale Civile di Venezia presso l’allora ULSS 16 in quello che veniva chiamato Ufficio Infermieristico negli anni ’90.

Ecco l’elenco completo dei nuovi Direttori delle ASL del Veneto.

  • ULSS 1 DOLOMITI Carraro Maria Grazia
  • ULSS 2 MARCA TREVIGIANA Benazzi Francesco
  • ULSS 3 SERENISSIMA Contato Edgardo
  • ULSS 4 VENETO ORIENTALE Filippi Mauro
  • ULSS 5 POLESANA Simionato Patrizia
  • ULSS 6 EUGANEA Fortuna Paolo
  • ULSS 7 PEDEMONTANA Bramezza Carlo
  • ULSS 8 BERICA Bonavina Maria Giuseppina
  • ULSS 9 SCALIGERA Girardi Pietro
  • AOUI PADOVA Dal Ben Giuseppe
  • AOUI VERONA Bravi Callisto
  • ISTITUTO ONCOLOGICO VENETO Benini Patrizia
  • AZIENDA ZERO Toniolo Roberto

Sottolineiamo come ben 4 Direttori provengono dal territorio della nostra Provincia, ovvero il Dr. Dal Ben, il Dr. Bramezza – già Direttori Generali di ASL 3 e 4 – la Dr.ssa Carraro – già Direttore Sanitario dell’ASL 3, oltre al neo Direttore Generale dell’ASL 4 Dr. Mauro Filippi – già DSS della stessa Azienda. Anche la Dr.ssa Benini è conosciuta per essere stata Direttore Sanitario nell’ASL 4 qualche anno fa.

Come UIL FPL, ci auguriamo di poter intraprendere da subito un dialogo proficuo e serio, nel rispetto dei ruoli di ognuno.

Si è svolto il 19 febbraio la trattativa con l’Amministrazione dell’ULSS 3 Serenissima, probabilmente l’ultima con l’attuale Dirigenza visto che entro qualche giorno verranno nominati i nuovi Direttori Generali delle ULSS.

Abbiamo discusso dell’applicazione del REGOLAMENTO SUGLI INCENTIVI PER LE FUNZIONI TECNICHE, per il quale ci siamo riservati una risposta non appena ci confronteremo con il personale coinvolto, oltre che di REGOLAMENTO SULLA PERFORMANCE INDIVIDUALE e quant’altro.

Nel volantino allegato, che potete scaricare cliccando qui, è riportata una sintesi dell’incontro di oggi.

ASL3 – 210219 Comunicato UIL 1-2021 trattativa

Ancora fumata nera.

Gli operatori dell’Assistenza domiciliare del Comune di Venezia costretti ad aspettare ancora per essere vaccinati. Riteniamo ingiustificata tale decisione che rischia di amplificare ancora di più i rischi di una terza ondata pandemica, mettendo a rischio le persone più fragili che sono accudite da questi operatori. E stiamo parlando di 850 solo nel Comune di Venezia, senza contare gli utenti degli altri territori, Chioggia, Cavarzere, Area del Miranese, etc…

Come UIL abbiamo inviato una lettera al Governatore Zaia, all’Assessore Lanzarin e al Direttore Generale ULSS3 Dal Ben segnalando la paradossale situazione e chiedendo un immediato intervento.

Clicca qui per scaricarla.

210218 UIL Lettera a Zaia

Ecco gli articoli sulla stampa del 19 febbraio.

210219 Corriere ritardi vaccini
210219 Nuova ritardi vaccini
210219 Gazzettino ritardi vaccini

La Uil, insieme a Cgil e Cisl, aderisce convintamente all’Iniziativa dei Cittadini Europei (ICE) ‘Diritto alle Cure- Nessun profitto sulla pandemia’.

Nel momento drammatico che stiamo vivendo è infatti necessario costruire la più ampia convergenza possibile tra tutte le realtà collettive che ritengono la tutela del diritto alla salute fondamentale parte integrante dei diritti umani e universali.

L’obiettivo dell’Iniziativa è quello di chiedere alla Commissione Europea di avanzare una proposta legislativa per:
– garantire che i diritti di proprietà intellettuale, compresi i brevetti, non ostacolino l’accessibilità o la disponibilità di qualsiasi futuro vaccino o trattamento contro la COVID-19;
– garantire che la legislazione dell’UE in materia di esclusività dei dati e di mercato non limiti l’efficacia immediata delle licenze obbligatorie rilasciate dagli Stati membri;
– introdurre obblighi giuridici per i beneficiari di finanziamenti dell’UE per quanto riguarda la condivisione di conoscenze in materia di tecnologie sanitarie, di proprietà intellettuale e/o di dati relativi alla COVID-19 in un pool tecnologico o di brevetti;
– introdurre obblighi giuridici per i beneficiari di finanziamenti dell’UE per quanto riguarda la trasparenza dei finanziamenti pubblici e dei costi di produzione e clausole di trasparenza e di accessibilità insieme a licenze non esclusive.

La pandemia sta colpendo soprattutto le persone più fragili, anziane e malate. Vaccinare al più presto tutta la popolazione è una priorità per tutelare la loro salute, la salute pubblica e per far ripartire l’Italia e l’Europa. Invitiamo quindi tutti i nostri iscritti e le persone anziane a firmare

Firma QUI l’iniziativa

La raccolta di firme è stata lanciata il 30 novembre 2020 in tutta l’UE; da tale data, il Comitato ha un anno di tempo per raccogliere le firme necessarie nei 27 paesi dell’Unione.

Si è svolta il 9 febbraio la consueta trattativa con l’Amministrazione dell’ASL 4. Potrebbe essere l’ultima dell’attuale gestione “Bramezza” visto che a fine mese verranno rinnovati i vertici delle ULSS della Regione. Staremo  a vedere…

Siamo stati aggiornati sulla situazione della pandemia da Coronavirus e sulla campagna vaccinale, informati sulla ripresa delle attività ordinarie ambulatoriali e di ricovero, nonchè messi a conoscenza dei nuovi progetti avviati dal 1.1.2021 con le risorse disponibili dall’art.29 del DL 104-2020.

Questo e molto altro nel volantino allegato che potete scaricare cliccando qui.

Clicca qui per scaricare l’elenco dei progetti approvati dall’Azienda.

ASL4 – 210209 Comunicato UIL 4-2021 trattativa

Librandi (UIL-FPL): “Investire su diagnosi precoce ed isolare i reparti covid”

“Ogni 4 febbraio, la Giornata mondiale contro il cancro attira l’attenzione mondiale sulla prevenzione, sulla diagnosi e sul trattamento del cancro, riconoscendo l’impegno di organizzazioni, comunità scientifiche, lavoratori e singoli cittadini per ridurre l’impatto globale della malattia” Così Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL

“La pandemia di COVID-19 ha colpito in modo significativo i malati di cancro a causa del rinvio delle attività di screening, dei ritardi e delle modifiche ai trattamenti, rischiando di invalidare gli incoraggianti risultati conseguiti fin oggi.” – continua il Segretario, che analizza ulteriori dati –  Recentemente, in Italia, si era registrata una riduzione dei tassi di mortalità del 6% nella popolazione maschile e del 4,2% nella popolazione femminile. Inoltre, la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi ha raggiunto il 63% nelle donne e il 54% negli uomini.

“Tutti questi miglioramenti – prosegue Librandisono legati ai progressi in campo diagnostico e terapeutico e nella prevenzione, ma anche al costante aumento del grado d’informazione che viene fornito ai cittadini e quindi al loro maggior grado di consapevolezza a riguardo, ma soprattutto alla diagnosi precoce delle malattie oncologiche. Senza considerare, inoltre, che anche gli organi di controllo per la registrazione di nuovi farmaci (AIFA, EMA, FDA) essendosi dedicati a tutto campo alla registrazione dei nuovi vaccini anti-Covid, non stanno approvando con analoga solerzia alcuni farmaci che in certi casi potrebbero diventare salvavita per i pazienti oncologici.”

“E’ necessario ed urgente dividere i reparti covid dai non-covid e permettere, così, di continuare ad erogare servizi diagnostici ed assistenza ai malati oncologici. Si stima che solo nel 2020 ci siano stati oltre 2 milioni di esami di screening in meno rispetto al 2019: ciò comporta una maggiore mortalità e un incremento futuro esponenziale di casi oncologici per il mancato investimento sulla diagnosi precoce“.

“Non possiamo più perdere ulteriore tempo – conclude il Segretario – i cittadini non muoiono solo di Covid ed in questi mesi i pazienti oncologici, in molti casi, sono stati abbandonati e dimenticati.”

NUOVA EDIZIONE!!!!

Corso di preparazione al

BANDO DI SELEZIONE PER COORDINATORI – ULSS 3 SERENISSIMA

La UIL FPL Venezia organizza una mezza giornata formativa dedicata al personale in possesso del requisito del master in coordinamento che parteciperà al bando di selezione per coordinatori in programma in ULSS 3 nelle prossime settimane.

La sanità italiana negli ultimi anni sta apportando numerose modifiche nell’ambito organizzativo e gestionale e il più delle volte gli operatori sanitari e i coordinatori si trovano a fronteggiare problematiche a volte anche di difficile soluzione.
Il ruolo del coordinatore è di fondamentale importanza e, funge da collante tra quelle che sono le esigenze aziendali e i bisogni di salute dei pazienti. Si è assistito nel corso degli anni a politiche nazionali che hanno in qualche modo ridimensionato quel naturale processo di evoluzione che ci si aspetta da una sanità efficiente, e questo fenomeno si è verificato soprattutto a livello pubblico.
Tutto questo ha portato molte amministrazioni ospedaliere a rivedere obbiettivi e sistema organizzativo. Il coordinatore nelle sue scelte di management deve tener conto dei mezzi sia tecnici che soprattutto del numero e della qualità delle sue risorse umane.
Il raggiungimento di determinati obbiettivi aziendali spesso è influenzato dal clima che si viene a creare nell’unità operativa e per tal motivo dovrà essere premura del coordinatore l’istaurazione di un clima armonico, valorizzando il personale e motivandolo a lavorare in équipe. Il coordinatore nel suo lavoro è da un certo punto di vista tutelato e facilitato in qualche modo dall’istaurazione di protocolli e linee guida che gli permettano di seguire un percorso che abbia come comune denominatore le scelte aziendali, tenendo conto dei costi-benefici, e nel suo processo decisionale si assume la responsabilità professionale e legale.
Molteplici sono le caratteristiche che un buon coordinatore deve possedere; prima tra tutte l’efficacia, credibilità e autonomia gestionale che nel corso del tempo si assume in maniera sempre più marcata. Tra le altre attività di responsabilità del coordinatore rientrano la formulazione di piani di lavoro personalizzati che tengano conto non solo dell’organizzazione del lavoro all’interno dell’U.O., ma anche delle singole caratteristiche e peculiarità del personale a disposizione, saper gestire i rapporti con i parenti e con i relativi responsabili delle altre unità operative.
Molte sono le difficoltà che si incontrano durante tutto questo percorso, come ad esempio la carenza di personale, i lunghi tempi delle pratiche burocratiche, la gestione dei possibili conflitti dei lavoratori all’interno dell’équipe. Insomma tanto lavoro, accompagnato a un’alta dose di responsabilità premiato dalla soddisfazione di raggiungere obbiettivi sempre nuovi e condividere gioie e dolori con ogni singolo componente dell’équipe.


Il corso si terrà

MERCOLEDI’ 24 FEBBRAIO 2021
ore 16.00-19.00

in modalità di videoconferenza

docente: Dr. Luca MOLINARI infermiere AOUI Verona – esperto di diritto del lavoro
che approfondirà i temi legati alle specifiche competenze del ruolo di coordinatore.

Segreteria Organizzativa:
mail: segreteria@uilfplvenezia.it
tel. 041-8221202
cell. 340-2540826.

Il corso si terrà con un numero minimo di 20 partecipanti e massimo di 50, è aperto a tutto il personale sanitario, ma verrà data priorità agli iscritti alla UIL FPL e a coloro che parteciperanno al bando dell’Azienda ULSS.
Verrà rilasciato attestato di partecipazione.

Scarica e divulga il volantino allegato.

CorsoCoordinamento

 

“La Uil Fpl ritiene un segnale importante l’avvio dei lavori della Commissione Tecnica istituita presso il Ministero del lavoro – e che vede la partecipazione delle Organizzazioni Sindacali – che avrà il compito di valutare l’impatto sulla vita dei lavoratori di talune condizioni di lavoro, per meglio definire le risposte previdenziali più adatte a specifiche categorie di lavoratori. “Cosi’ Michelangelo Librandi, Segretario Generale della UIL-FPL.
“Siamo da sempre in prima linea sul riconoscimento del lavoro usurante e del lavoro gravoso perché ne venga estesa la classificazione ad altre fondamentali categorie di lavoratori, con l’inclusione di altre attività sanitarie e tecniche esercitate in turni.”afferma il sindacalista, che continua “E siamo impegnati perché venga superata la classificazione Istat della legge 205/2017 che finora ha negato a migliaia di lavoratori – a partire dagli Operatori Socio Sanitari, Autisti Soccoritori, Autisti di Ambulanza e Ausiliari – il diritto al pensionamento anticipato previsto dalla legge (attualmente, Ape Social e Quota 41).”
“La peculiarità e la gravosità del lavoro in sanità, di cui le risposte assistenziali e di prevenzione alla pandemia ancora in atto sono prova evidente-conclude il sindacalista-richiedono risposte rapide e doverose per i lavoratori e la Uil Fpl continuerà a farsene portavoce in tutte le sedi istituzionali del nostro Paese.”
Clicca qui per scaricare il volantino.

FINALMENTE CHIAREZZA!

👉 Con sentenza n. 1505 del 25 gennaio 2021 – clicca qui per scaricarla – la Corte di Cassazione ha enunciato il principio di diritto secondo il quale Il lavoro svolto nei giorni festivi infrasettimanali dal personale sanitario turnista da diritto alla retribuzione del lavoro straordinario, o in alternativa al riposo compensativo, oltreché all’indennità di turno e all’indennità per servizio prestato nel giorno festivo.
🔎 In questo modo viene ripristinata la corretta lettura delle norme contrattuali che era stata messa in discussione a seguito di alcuni pareri ARAN, nei quali si sosteneva che “…. il personale c.d. “turnista” che si trova a dover lavorare il festivo infrasettimanale, ………ha diritto esclusivamente alla specifica indennità prevista dall’art. 86, comma 13, del CCNL comparto sanità 2016-2018 per il personale del comparto che presti servizio in turno in giorno festivo.”
💪 Esprimiamo grande soddisfazione per il pronunciamento della Corte che mette fine ad interpretazioni unilaterali palesemente infondate alle quali diverse Aziende hanno dato applicazione negli ultimi anni, ai danni dei lavoratori turnisti.
✌️Ci stiamo già attivando per richiedere alle Aziende dove questo si è verificato sia il ripristino del diritto dei lavoratori al corretto trattamento di questo istituto, sia il recupero di quanto non è stato riconosciuto negli anni precedenti.
Clicca qui per scaricare la nota della UIL FPL